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Sommario N° 67

Nonostante tutto

Ci rendiamo perfettamente conto che le scelte ideali e politiche testimoniate da l’Uomo libero sono circondate da un muro che oggi appare inattaccabile. Questo muro attutisce le nostre diagnosi e le condanna, ben che vada, a reazioni di sconcerto, più spesso a un’assoluta riprovazione.
Di questa posizione isolata siamo orgogliosi. Non perché ci piaccia sfidare, da soli, i mulini a vento, ma unicamente perché vediamo con chiarezza cosa c’è al di là del muro. Vediamo una realtà nella quale i popoli, le istituzioni e gli individui vengono spinti ad agire, come colti da pazzia, in opposizione ai loro stessi interessi.
È un percorso che, negando alle nazioni la Sovranità e quindi la Libertà, priva le persone di ogni autonomia, ne lede la dignità, le conduce, contro ogni logica vitale, all’autodistruzione. È il trionfo della bestia mondialista, è l’imposizione di un modello unico, indifferenziato, cui l’Oligarchia che controlla il Progetto non consente di sfuggire.
Utilizzatore finale del bottino è la Grande Finanza che, facendo leva sul denaro e sulla corruzione delle coscienze, è giunta a sottrarre alla Politica tutte le sue prerogative.
La demoplutocrazia, attraverso il possesso planetario dei mezzi di formazione dell’opinione pubblica, incanala ovunque il consenso del gregge elettorale nella direzione prescelta. Costringe, anche in politica estera, le nazioni a seguire le indicazioni della cupola internazionalista. Esse sono così condannate a partecipare a conflitti privi per loro di qualsiasi convenienza, costrette ad affiancarsi a partner che sono tutto tranne che alleati, ad appoggiare criminose missioni di pace. Devono schierarsi contro i «terroristi», così definiti dal più forte, il quale invece terrorista lo è davvero e non ha scrupoli morali nel violare le leggi della convivenza internazionale, bombardando, occupando, torturando, favorendo addirittura, se è il caso – parliamo ovviamente di Israele – la pulizia etnica.

 

Se ai politici di quelle nazioni che hanno perso la sovranità è negata ogni effettiva potestà di governo ed è consentita loro solo la delega ad amministrare, è assai difficile che da questi stessi politici i cittadini possano essere messi al riparo dai danni collaterali provocati dalla perdita dell’indipendenza.
La trasformazione dei cittadini in sudditi è dunque il risultato previsto e desiderato dai vertici mondialisti. È evidente il loro interesse alla mutazione dei popoli in masse amorfe prive di identità, il più possibile snazionalizzate, il più possibile desocializzate. Una società carente ad ogni suo livello di collante, avvilita dal sovvertimento dei valori etici e da un costume in progressivo degrado, è l’obiettivo perseguito dall’informazione di regime che veicola, in modo martellante, le ideologie egualitaria e antirazzista.
Queste ideologie utopistiche, gradite anche alle componenti cattoliche e marxiste, si concretano nella ossessiva spinta all’accoglienza e all’integrazione dello straniero (meglio, per semplicità pedagogica, se africano o rom), del diverso, del disadattato, dell’asociale, di chi è caduto nell’orbita della droga e della devianza sessuale.
Tutto va ben, tutto fa brodo, recitava una vecchia pubblicità. Oggi, a sabotare la compattezza etnica e culturale della nazione, fanno brodo una gerarchia ecclesiastica che in Italia agisce sistematicamente contro il popolo, gli affaristi impegnati nella gestione dei centri per immigrati, i profittatori di mano d’opera a basso prezzo, le bande dedite allo spaccio e alla prostituzione.
Ma fanno brodo anche le modelle di colore, la chirurgia plastica coi labbroni, le acconciature etniche. Dà il suo contributo anche il mondo dei giochi, delle bambole e della pubblicità. Non c’è ormai gruppo di indossatori bambini in cui non appaiano individui delle varie razze.
È insomma uno sforzo corale per far sembrare normale, addirittura desiderabile, quel che non lo è affatto.
All’avanguardia di questa non casuale offensiva contro natura ci sono l’industria cinematografica anglo-giudaica e l’apparato televisivo. Fino a qualche anno fa era raro in TV imbattersi in film con attori di colore. Bastava premere il telecomando e passare ad altro. Oggi non ci si salva più. Su qualsiasi canale, te li ritrovi!
Ma l’esercito dei collaborazionisti è ancora più vasto. Le organizzazioni che si occupano di adozione internazionale danno il loro contributo all’imbastardimento razziale del vecchio Continente. Ai Poteri Forti sta a cuore la sconfitta dell’identità attraverso la mescolanza razziale; lo dimostra il depliant della Banca Nazionale del Lavoro riprodotto qui a fianco. In esso si offrono condizioni di prestito particolarmente vantaggiose per coprire le spese dell’adozione internazionale. Se siete proprietari di una ditta e avete avuto necessità di ricorrere al credito, vi renderete conto di quanto l’offerta sia conveniente. Evidentemente il sistema bancario, responsabile della crisi finanziaria che ha sottratto liquidità all’economia reale, invece di dare una mano a famiglie, artigiani e piccola industria, preferisce finanziare l’imposizione della società multirazziale.
Lo Stato italiano, sulla stessa linea, ha stabilito che il fisco detragga dall’imponibile di chi ha adottato le spese per viaggi e quelle legali necessarie a perfezionare la bravata. Quando vedrete sul marciapiede una donna italiana con in braccio un pargoletto nero pensate che alla deportazione dell’innocente dal suo Paese avete contribuito anche voi. Così come avete economicamente contribuito alle spese sostenute a favore degli immigrati per quanto riguarda la sanità e la scolarizzazione. Per dare un’idea di quanto queste spese siano crescenti basterà ricordare che, in un solo anno, tra il 2007 e il 2008, gli stranieri sono aumentati del 16,8%. Né vanno dimenticate le spese per le forze dell’ordine che si occupano in modo ormai prioritario della criminalità importata. Né quelle per il mantenimento in carcere degli stranieri condannati. Né quelle a carico del Ministero della Giustizia per i magistrati civili impegnati a contenere i guai che di regola accompagnano le migliaia di matrimoni misti.
Il politicamente corretto uccide dunque la nazione. Vent’anni fa – e nessuno se lo aspettava – cadeva il muro di Berlino. Oggi, per evitare il tragico compiersi dell’invasione, sono necessari altri crolli. Nonostante tutto, ce li aspettiamo.

Piero Sella

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Nonostante tutto
di Piero Sella

Un pacco vuoto
Dalla guerra civile alla realtà istituzionale
di Mario Consoli
Le commemorazioni del 25 aprile – La valutazione storica – La valutazione militare
 Le rappresaglie – Il ruolo dei comunisti – Le valutazioni politiche
Il giudizio morale – La realtà istituzionale e l’esigenza della piena sovranità.

La programmazione di un saccheggio
di Enzo Caprioli
L’America Latina, cavia del Mundialismo – Agricoltura: il turno dell’Europa
Idioti e pusillanimi di casa nostra

La biblioteca di Hitler
di Giandomenico Bardanzellu
Sedicimila volumi: saccheggi e dispersione – Guerra e cultura – L’ammirazione per Shakespeare
Una trilogia incompiuta – Nel cuore della formazione: Schopenhauer

Norimberga ultimo atto
L’impiccagione dei gerarchi nazionalsocialisti
di Giacomo Busulini
Illegittimità del tribunale – Torture fisiche e psicologiche
Il vanto del boia.