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Sommario N°83

 

 

 

Il teorema di Tancredi

A urne chiuse e risultato acquisito, si sono finalmente comprese le motivazioni che hanno ispirato l’ultima cervellotica riforma elettorale.

Che la pubblica opinione fosse intenzionata a premiare le opposizioni più decise – 5 Stelle e Lega – era da tempo nell’aria. Ed era anche chiaro che il centrosinistra avrebbe ineluttabilmente pagato il conto della strampalata gestione del potere targata Matteo Renzi.

La nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, è stata appositamente ideata per attutire le conseguenze agli sconfitti e per bloccare o ridimensionare i programmi innovativi dei vincitori. Argutamente scrisse Mark Twain: «Se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».

Mentre stiamo scrivendo è appena cominciata la crisi post-elettorale. Sono possibili diverse soluzioni, ma certamente il governo che uscirà – a guida leghista, o a guida 5 Stelle, o bicefalo, o tecnico per traghettare verso nuove elezioni – sarà necessariamente a libertà condizionata e sotto tutela. La sua sopravvivenza sarà legata a pacchetti di voti appiccicati per l’occasione, ma facilmente ritirabili in ogni momento.

Con ciò sarebbe errato affermare che questa svolta nel consenso popolare sia completamente inutile. Sicuramente il clamore suscitato dal risultato elettorale imporrà a chiunque andrà a palazzo Chigi un atteggiamento più restrittivo verso l’invasione immigratoria, misure più decise sul piano della pubblica sicurezza e un minore servilismo verso i diktat dei potentati finanziari e dell’Unione Europea. Ed è probabile che ci vorrà non poco tempo prima di sentire parlare ancora di quel ciarpame legislativo nel quale spiccavano lo Ius Soli e la Legge Fiano.

Ed indubbiamente tutto ciò è positivo. Come abbiamo ripetutamente affermato, più freni si azionano nella disastrosa discesa, meglio è.

Ma i grandi cambiamenti in campo economico, monetario, fiscale, sociale e previdenziale non saranno consentiti. Per non parlare di iniziative realmente innovatrici in politica internazionale o di una decisa inversione di marcia verso la trasformazione dei popoli europei in una marmellata multirazziale.

Per cambiamenti di questa portata occorrerebbero governi autorevoli, forti e realmente indipendenti da ogni forma di condizionamento; governi che non potranno prender corpo perdurando l’attuale sistema dei trucchi elettorali e dei ricatti finanziari.

C’è quindi bisogno ancora – più che mai – di impegni forti e coraggiosi sulle idee, sui valori, sui profondi convincimenti, guardando lontano, oltre il contingente, verso le future generazioni.

Non bisogna soffermarsi eccessivamente sugli effimeri successi e sulle apparenti e precarie riforme.
Occorre riconoscere la realtà storica che stiamo vivendo per quella che è. Una realtà che ricorda molto da vicino l’atmosfera gattopardesca che dominava la Sicilia risorgimentale, quando Tancredi confidava allo zio, il principe di Salina, la propria spregiudicata logica:

«Parto fra un’ora... vado nelle montagne a Ficuzza... non lo dire a nessuno... Si preparano grandi cose, zio, ed io non voglio restare a casa... Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica... Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. Mi sono spiegato?».

 

 

 

 

 

 



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Il teorema di Tancredi

Il nostro impegno continua

Sangue e Suolo
Il marchio dell’ambiente sulla vita – Il patrimonio genetico dei popoli si diversifica: nascono le razze
– L’appartenenza razziale come massima realtà identitaria – Contro la razza bianca: globalizzazione e meticciato
– Ereditarietà ed evoluzione. Una nuova scienza: l’epigenetica – La nostra lotta: recupero della sovranità europea,
difesa dello ius sanguinis contro l’attacco dello ius soli, riforma eugenetica della sanità.

di Piero Sella

 

Appuntamento con la Nazione
«La più bella del mondo» – La questione dell’antifascismo – Dalla partitocrazia alla politica-non-politica
– Il sentimento di protesta e le reazioni di autodifesa – Lo Stato e le situazioni di emergenza
– Dalla riappropriazione dell’orgoglio identitario alla riconquista della Nazione.

di Mario Consoli


Il rapido disordine mondiale
La celerità del processo entropico – Le «Finestre di Overton» – La degenerazione dei costumi sociali
– Le ricadute politiche della dissoluzione.

di Fabrizio Fiorini


Il ruolo di Richard C. Kalergi nella “ricostruzione” mondialista dell'Europa
La questione Kalergi malamente presentata in Bersaglio mobile di Enrico Mentana – Il lavoro preparatorio all’Unione europea
– I contenuti di Praktischer Idealismus di Kalergi
– Il puntuale raggiungimento degli obbiettivi delineati nel 1925.

di Matteo Simonetti


Il guerriero del terzo millennio
Chi può esserlo – Devastazione in Europa e dittatura del Pil – Le opzioni del guerriero - Donald Trump
- L’Europa - Una vita semplice - L’istruzione - L’ambiente - I consumi - La stirpe - La religione - La salute.

di Enzo Caprioli


Spigolando in internet
A proposito di «Brigata ebraica» – Sono d’accordo con la Boldrini! – La gita a Latina della «presidenta» Boldrini ­
– Cinquant’anni fa: il Sessantotto – Leggi razziali e razzismo ebraico – Il profilo umano degli «altruisti patologici».

di Paolo Sensini e Mario Consoli